Luoghi di Interesse a Sanremo - Casa Vacanze Sanremo - Appartamento bilocale climatizzato con terrazzo a Sanremo

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Luoghi di Interesse a Sanremo

La Riviera dei Fiori è quel tratto della costa ligure che fa parte della Riviera Ligure di Ponente, esteso per circa 80 chilometri, da Andora fino al confine con la Francia, a Ventimiglia, e che corrisponde esattamente ai confini della provincia di Imperia. La zona, soprattutto la città di San Remo, è rinomata per la produzione dei fiori, da cui il nome che la caratterizza. 
Le principali località sono Bordighera, Imperia, Ospedaletti, San Remo, Taggia e Ventimiglia
In questo sottile tratto di terra si passa dalla montagna al mare, dalle verdi colline alle valli ricche di boschi, alle baie e alle insenature che si alternano alle spiagge di sabbia. 
Il turismo a San Remo si è sviluppato a partire dalla metà del Settecento, quando venne costruito il Grand Hotel, e un nuovo impulso lo diede il Casinò Municipale, costruito nel 1906. Il Porto Turistico di Portosole è uno dei più efficienti della Riviera. Ma oltre al turismo, l’economia ruota anche intorno alla produzione di olio extravergine di oliva, protetto con il marchio DOP. 
Per quel che riguarda il dialetto, quello di Imperia è prevalentemente la lingua ligure, con lievi ma sensibili varianti di terminologia e pronuncia fra i rioni di Porto Maurizio e di Oneglia, dove la secolare dominazione piemontese ha lasciato traccia anche nella cadenza e nel lessico.
 
Fonti per testi e foto: www.geoplan.it, www.info-sanremo.com, www.informagiovani-italia.com, www.ilturista.info
Abbiamo cercato di inserire tutte le fonti da cui sono stati prelevati testi e foto (le immagini hanno un link al sito dove sono state prelevate) visualizzati in questo sito; se ritenete che alcune fonti non siano state menzionate, contattateci e immediatamente provvederemo ad aggiornare l'elenco. 

Pista Ciclabile

La Pista Ciclabile nel suo tracciato attraversa ben 8 comuni della Provincia di Imperia: i piccoli e pittoreschi borghi liguri di San Lorenzo al Mare, Santo Stefano al Mare e Riva Ligure, i territori litoranei dei comuni dell’entroterra di Cipressa e Costarainera, e le località più moderne e di grande vocazione turistica di Arma di Taggia, Ospedaletti e Sanremo, quest’ultima famosa per il Casinò e i grandi eventi sportivi e di spettacolo che ospita fin dagli inizi del 1900 quali il Festival della Canzone Italiana, la Milano – Sanremo, il Corso Fiorito.
Dalla pista è possibile raggiungere e visitare queste località sorte a ridosso del mare o nelle immediate vicinanze. Solo i borghi di Cipressa e Costarainera sono arroccati a circa 200 metri sul livello del mare, e si possono raggiungere in bici percorrendo preferibilmente la Strada Provinciale 45 da San Lorenzo al Mare (origine della Pista Ciclabile lato levante) seguendo il percorso reso celebre per la sua crucialità nella gara ciclistica Milano – Sanremo.

Casinò di Sanremo

Il casinò di Sanremo è un casinò relativamente grande. Il nome ufficiale del casinò è Casino’ di Sanremo. 
Offre un numero enorme di slot machine che ammontano a 480. 
Il numero totale di tavoli da gioco dal vivo è anche discreto. 
Il casinò di Sanremo offre i classici giochi da tavolo come il Blackjack e la Roulette, ma anche Punto Banco / Baccarà. 
Agli appassionati di poker vengono offerti tavoli da gioco cash con varianti tra cui il poker Texas Hold’em, il poker Omaha e anche tornei di Poker regolari. 
I visitatori possono giocare alle slot machine dalle 10:00 fino alle 02:30 e ai giochi da tavolo dal vivo dalle 14:30 fino alle 02:30. Potete aumentare le vostre scommesse sui tavoli da gioco di poker cash già a partire dalle 14:30 e al più tardi fino alle 02:30.

La Chiesa Russa

La prima pietra della Chiesa Russa fu posata il 26 novembre (9 dicembre) da padre Nikolaj Akvilonov di Mentone, alla presenza di numerosi sanremesi. Dopo la posa della prima pietra il Comitato lanciò una raccolta di offerte (“cattolici, luterani, battisti, valdesi, hanno le proprie chiese sulla Riviera italiana, quando invece….”) ma di denaro ne arrivò ben poco.
Verso la fine del 1913 la costruzione era completata solo a grandi linee, ma “per non lasciare senza il conforto della preghiera i compatrioti che erano giunti per questa stagione” fu deciso di consacrare la chiesa e di iniziare a celebrarvi la Liturgia. 
Il Santo Sinodo inviò a SanRemo il vescovo Vladimir, che il 10(23) dicembre, in concelebrazione con il clero russo di Nizza, Cannes, Mentone e Roma celebrò la Liturgia di consacrazione della chiesa, alla presenza del corpo diplomatico russo e della Colonia Russa. Durante la prima Liturgia nei Kliros cantarono due cori russi, quello di Nizza e quello di Mentone.
La chiesa fu dedicata a Cristo Salvatore, a Santa Caterina martire e a San Serafim di Sarov, da poco canonizzato, mentre inizialmente era stato proposto di consacrare la chiesa unicamente a Cristo Salvatore, come ancor oggi abitualmente viene chiamata.
I rappresentanti del clero anglicano e protestante vennero a congratularsi con la comunità russa, mentre i sacerdoti cattolici non potevano prendere parte a queste iniziative. Dopo la consacrazione della chiesa il Comitato diede un “pranzo russo” di gala all’Hotel Savoy, durante il quale fu composto ed inviato un telegramma d’ossequio allo zar Nicola II, che si trovava a Levadija, in Crimea.
La nuova chiesa fu ascritta all’eparchia di San Pietroburgo tra le “estere dei luoghi di cura”. Primo rettore di SanRemo divenne lo ieromonaco della Lavra di S. Alessandro Nevskij p. Varsonofij.

Il Quartiere Pigna

La Pigna era il battito cardiaco di una Sanremo che non esiste più. La vera città vecchia, ora la zona strutturalmente più dimessa ma ancora la più spontanea. E’ un intreccio di stradine coperte e piazzette, case a schiera sostenute da foreste di contrafforti, mischiati a colori opachi e lunghi silenzi: sensazioni che il turismo di massa non sa più riconoscere.
La Pigna va visitata esclusivamente a piedi, il giro comincia da piazza Santo Stefano e sale fino al santuario della Madonna della Costa, il principale edificio religioso della città. Per comodità del visitatore, proponiamo la prima metà dell’itinerario. Innanzitutto bisogna capire il nome del quartiere, Pigna, derivatogli dall’essere raccolto intorno alla collina, appunto come le squame di una pigna.
Cittadella fortificata fondata intorno al Mille, è stata continuamente ampliata e rinforzata fino al Cinquecento per difenderla dalle aggressioni dei pirati. La Pigna comincia dalla trecentesca Porta di Santo Stefano, un arco di pietra in stile gotico che funge da séparé fra la città moderna e quella antica.
Oltre la porta, al termine della breve via omonima, si svolta a sinistra nelle caratteristiche Rivolte San Sebastiano, coperte e fatte di gradini alti e sconnessi che conducono alla piazza dei Dolori, il cui nome è stato desunto dalla confraternita di Nostra Signora dei Sette Dolori, che ha in affidamento l’Oratorio di San Sebastiano. Costruito successivamente alla peste del 1502, l’oratorio è stato recentemente restaurato: l’ingresso dello stabile è protetto da un porticato con una scritta dipinta nel 1642, mentre l’interno è decorato con begli affreschi settecenteschi.

Villa Nobel

Villa Nobel è un magnifico edificio ottocentesco che si eleva in stile eclettico a levante dell'abitato lungo corso Cavallotti. La sua storia ebbe inizio alla fine del 1870, quando il farmacista di Rivoli Pietro Vacchieri fece costruire, su progetto di Filippo Grossi, un'elegante palazzina movimentata da tettoie e tetti "alla francese", circondata da un bellissimo parco di piante pregiate che si estendeva fino al mare. Alfred Nobel, che l'acquistò nel 1891, vi abitò in solitudine fino al 1896; i lavori di ristrutturazione, affidati nel 1892 all'architetto Pio Soli, non stravolsero il progetto originario ma comportarono la sopraelevazione di un piano, modifiche alle coperture centrali e delle torrette e l'apertura, nel sottotetto, di finestre alternate a metope affrescate. Nel 1897, alla morte dello scienziato svedese, la villa passò a Max Adolphe Philipp, Direttore della Società Tedesca di Dinamite, per poi essere nuovamente ceduta. Risale al 1969 la vendita all'Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Sanremo, che la destinò a manifestazioni di cultura e turismo. La Provincia di Imperia, proprietaria dal 1973, negli anni Ottanta ne affidò l'ordinamento permanente alla Fondazione Nobel, con la supervisione dell'ingegner Strandh, Direttore del Museo della Tecnica di Stoccolma, e dal 1993 avviò nuovi lavori di restauro e allestimento per la sua trasformazione in museo sulla base del progetto della società Woodtli Design di Zurigo.

Villa Romana Matutia

La Villa Romana della Foce, nota anche come Villa Matutia, è un sito archeologico con i resti di una dimora signorile di epoca romana e con annesso un complesso termale.
Appartiene alla tipologia delle ville marittime ed è stata costruita tra il I e il II secolo d.C. in riva al mare, un luogo scelto per la sua bellezza, dove sostare e riposare godendo dello spettacolo della natura.
Le indagini archeologiche, iniziate nel 1925, non hanno interessato l’intera area edificata, che è assai più vasta della parte visitabile e si estende sin sotto l’attuale livello del mare, ma ciò che è visibile attualmente e che permette di immaginare con sufficiente chiarezza lo stile di vita degli sconosciuti abitanti della villa che ne hanno goduto le comodità e le bellezze quasi duemila anni fa.

Forte di Santa Tecla

L'imponente struttura del forte di Santa Tecla, attualmente sede delle carceri giudiziarie, domina il molo di Sanremo. La struttura presenta tre bastioni che delimitano la pianta triangolare, in cui venne inglobato il preesistente torrione della Marina risalente al Cinquecento.
La costruzione fu decisa nel XVIII secolo dalla Repubblica di Genova in seguito all'insurrezione dei sanremesi, che avevano imprigionato il commissario della Repubblica Matteo Vinzoni. Per realizzare il progetto dell'ingegnere militare Giacomo de Sicre fu deciso di abbattere numerose abitazioni: la popolazione per protesta non partecipò ai lavori di costruzione e pertanto fu necessario far giungere da fuori la manodopera e i materiali.
In quest'atmosfera tesa De Sicre, sensibile alle pressioni dei sanremesi, sistemò i paletti perimetrali a 40 palmi dal mare, proponendo di lasciare un'area di passaggio tra molo e spiaggia e per il forte: ma l'intervento deciso dal magistrato delle fortificazioni riportò i paletti alla distanza di 100 palmi, condannando definitivamente le abitazioni che erano sull'area destinata all'edificio.
I lavori terminarono nel 1756, a distanza di tre anni dalla sollevazione popolare. La fortezza è patrimonio vincolato dal 1934 ed è uno dei pochi esempi di architettura militare settecentesca in ottimo stato di conservazione.
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